PROGETTO PEDAGOGICO SCUOLA EQUIPARATA DELL’INFANZIA PREDAZZO

PRESENTAZIONE

La Convenzione sui diritti del fanciullo (ratificata in Italia con la legge n. 176 del 27 maggio 1991) stabilisce che ogni bambino deve poter essere educato in uno spirito di pace, dignità, tolleranza, libertà, uguaglianza e solidarietà. Il ruolo educativo spetta in prima istanza alla famiglia; in un secondo momento intervengono le varie realtà di insegnamento e di socializzazione, quali la scuola (dell'infanzia, primaria), la parrocchia, la comunità, i vari centri sociali e di aggregazione.

Nella comunità di Predazzo la scuola dell'infanzia è generalmente la prima istituzione scolastica con cui bambini e genitori vengono a contatto.

E' importante che entrambi questi contesti - la scuola e la famiglia - possano stabilire un dialogo, un confronto, per condividere il loro fondamentale compito educativo.

Il Progetto pedagogico, in questa prospettiva, assume una grande importanza in quanto concepito come strumento che possa favorire l'integrazione dinamica tra la scuola, la famiglia e la comunità

All'interno di un'istituzione come la scuola dell'infanzia l'azione educativa si configura come un itinerario da percorrere con intenzionalità e razionalità, allo scopo di perseguire determinate finalità educative. Il Progetto pedagogico è la "carta di riferimento" che individua l'insieme di queste finalità e contribuisce, con gli Indirizzi dell'attività educativa, a definire il percorso educativo-didattico della scuola.

Tra gennaio e giugno 1998 il Consiglio Direttivo, il Comitato di gestione e le insegnanti hanno elaborato il Progetto pedagogico della scuola dell'infanzia di Predazzo.

A quasi dieci anni di distanza il Consiglio Direttivo, i rappresentanti del Comitato di gestione e le insegnanti hanno intrapreso una fase di verifica del documento, riconoscendone ancora il valore e le linee portanti e integrandolo in alcune sue parti. Il documento è stato, quindi, ristampato per poter essere diffuso e condiviso nella comunità.

Partendo dal riconoscimento dei fini educativi sanciti nello Statuto, dei bisogni manifestati dai bambini frequentanti e delle richieste provenienti dai genitori e dalla comunità, tenendo altresì conto delle risorse disponibili nella scuola, essi hanno effettuato le precisazioni e le ponderazioni ritenute opportune in riferimento al testo degli "Orientamenti dell'attività educativa delle scuole dell'infanzia".

LA STORIA

La scuola dell'infanzia di Predazzo ha avuto un inizio travagliato sia nella sua istituzione di realtà associativa che nell'edificazione delle strutture necessarie; le maggiori difficoltà sono venute meno dopo la prima guerra mondiale, e da allora la scuola dell’infanzia è una delle realtà che la comunità di Predazzo sente quasi come proprietà personale e bene inestimabile.

Sicuramente una qualche forma di assistenza ai bambini, specialmente nel periodo estivo per le famiglie contadine, era operante a Predazzo già intorno al 1850. Dai pochi accenni che si ritrovano si apprende che la 'custodia' avveniva in forma provvisoria e fortunosa; mancava prima di tutto una sede, che sarebbe stata edificata solo nel 1910; inoltre, il personale non poteva contare su un impiego stabile, poiché l'occupazione era solo di tre mesi all'anno: in alcuni momenti il compito di maestra era assunto dalla persona incaricata all'istruzione elementare.

La spesa per la gestione del servizio gravava sul Comune, che proseguì nel sostegno fino al 1882. L'anno precedente alle maestre laiche erano subentrate le religiose Dame Inglesi di Rovereto, le quali, però, avevano in prima istanza il compito dell'insegnamento nelle scuole elementari femminili.

Nello specifico, la storia iniziale della scuola dell'infanzia di Predazzo è legata a numerosi lasciti testamentari da parte di privati, che hanno in tal modo contribuito non solo al mantenimento delle maestre, ma anche all’istituzione di una sede adeguata, dignitosa e indipendente.

Il lascito più consistente è quello di Orsola Gabrielli, la quale ha dato il nome alla scuola; tale lascito, destinato alla fondazione di un asilo infantile diretto da suore, risale al 1889.

Le vicende di quegli anni sono piuttosto travagliate, in particolare per quanto riguarda l'individuazione di chi fosse titolare della fondazione e dell'amministrazione dell'asilo infantile: se questa spettasse alla Parrocchia, piuttosto che all'amministrazione comunale. Dopo alcuni anni di controversie il Ministero del Culto di Vienna ne ha affidato la rappresentanza e l'amministrazione al Parroco pro-tempore di Predazzo.

L'atto costitutivo definitivo e ufficiale è stato firmato il 6 febbraio 1907 dal Parroco e dal Podestà del paese.

La costruzione dell'edificio è terminata nel maggio 1910; la struttura è stata nel corso degli anni sottoposta ad ampliamenti e ristrutturazioni.

Questa introduzione storica documenta e testimonia come la scuola dell'infanzia di Predazzo sia nata e si sia sviluppata mantenendo sempre un forte radicamento nella comunità del Paese e nelle sue istituzioni più rappresentative, in particolare la Parrocchia e il Comune.

Questo saldo legame ha permesso a quanti hanno contribuito - sempre a titolo volontario e gratuito – all’istituzione e alla gestione della scuola, di mantenere sempre viva e costante l'attenzione ai valori condivisi ed espressi dalla comunità.

Da un punto di vista propriamente istituzionale, i fatti che hanno di recente segnato la vita dell'Associazione sono la delibera, da parte della Giunta provinciale, di equiparazione alle scuole provinciali dell'infanzia, nel 1977, e il riconoscimento della personalità giuridica, nel 1986.

La scuola dell'infanzia di Predazzo viene attualmente gestita attraverso l'opera volontaria dei componenti di due organi sociali, l'Assemblea dei soci e il Consiglio Direttivo (il cui Presidente è il legale rappresentante dell'Associazione), e un organismo di rappresentanza, il Comitato di gestione.

L'azione del Consiglio Direttivo si qualifica sui piani organizzativo-gestionale e pedagogico - in ordine ai quali tale organo è investito di una responsabilità primaria e assume quindi potere deliberante -, mentre il Comitato di gestione ha una funzione essenzialmente propositiva e di partecipazione.

LE SCELTE EDUCATIVE

La scuola dell'infanzia di Predazzo intende promuovere, attraverso il presente Progetto pedagogico, uno sviluppo armonico del bambino che tenga conto di tutte le dimensioni educative in modo integrale, "nel rispetto del dovere-diritto dei genitori di educare ed istruire i figli e secondo i principi della concezione cristiana della vita", come indicato nell’articolo 2 dello Statuto.

Aspetto primario, che si rileva anche in questo caso nello Statuto, è dunque il rapporto con le famiglie: si ritiene opportuno dare particolare attenzione al dialogo con i genitori, in modo da porre le basi per la costruzione di un contesto di fiducia reciproca, nel rispetto delle proprie competenze e dei propri ruoli.

Il dialogo e il confronto con le famiglie non può prescindere dal progetto educativo proposto dalla scuola, al fine di costruire attorno ai bambini un contesto basato sulla coerenza tra le linee educative. La creazione di questo clima di collaborazione consente, infatti, di spiegare ai genitori come le scelte educative della scuola aiutino il bambino nella sua crescita e le esperienze proposte siano finalizzate allo sviluppo delle capacità e delle competenze di ognuno.

La scuola si impegna, dunque, a valorizzare ciascun bambino come persona, con le sue potenzialità, le sue caratteristiche, i suoi ritmi evolutivi, i suoi stili di apprendimento.

Una modalità privilegiata per raggiungere tale scopo è quella del gioco inteso come tappa evolutiva necessaria, che consente di esplorare l'ambiente, imparare ad operare con la novità e la complessità, sperimentare emozioni e sentimenti anche attraverso oggetti sostitutivi e comportamenti simulati, affrontare la realtà con sicurezza, eseguire infine compiti ben precisi e condivisi con il gruppo.

Il gioco, dunque, inteso come modalità di scoperta della realtà, mezzo per fare esperienze, per approfondire la relazione con gli altri, confrontandosi e collaborando insieme.

Attraverso il gioco e la sperimentazione spontanea dei bambini si facilita, infatti, lo sviluppo dei processi di scoperta e di organizzazione della realtà. E' importante che la presa di coscienza e la capacità di organizzazione vengano promosse a partire dalla realtà più vicina al bambino: per questo il contesto ambientale e sociale in cui è inserita la scuola dell'infanzia di Predazzo, può rappresentare una fonte importante proprio per lo sviluppo di tali capacità.

Attraverso la conoscenza dell'ambiente dal punto di vista naturale possono essere sviluppate capacità di tipo logico-matematico, spaziale, temporale e causale, che permettono al bambino di organizzare le informazioni raccolte in maniera funzionale al suo intervento sulla realtà. La conoscenza è rivolta in particolare agli aspetti fisici del territorio, ed è finalizzata a far maturare nei bambini un atteggiamento di rispetto e di valorizzazione di tale patrimonio.

La conoscenza dell'ambiente si estende, quindi, agli aspetti sociali e comunitari: questo permette di sviluppare nel bambino il senso di appartenenza alla comunità di Predazzo, ossia la consapevolezza di essere parte attiva di questo contesto.

Il percorso ora descritto può consentire ai bambini di sperimentare le prime forme di giudizio, nonché valori quali la solidarietà, la pace, la disponibilità.

Il senso di appartenenza e di accoglienza viene sviluppato anche in una prospettiva religiosa, consentendo l'incontro dei bambini con i segni e con i valori della religione cristiano-cattolica che la comunità propone, e favorendo nel contempo un atteggiamento di rispetto di chi è diverso per cultura, storia e religione.

L’insegnante dovrà essere attenta a conoscere ogni bambino, la sua storia, i suoi bisogni, i suoi interessi, in modo da elaborare percorsi educativo-didattici capaci di valorizzare l’espressione della individualità di ciascuno, sostenendo l’incontro e la collaborazione tra bambini e promuovendo anche l’apertura al “diverso” da sé, aspetti considerati significativi all’interno di un percorso educativo.

L’educazione alla convivenza e al rispetto delle persone che sono diverse da se stessi, dal punto di vista fisico, ma anche religioso, linguistico, culturale, può esserci solo se chi educa è consapevole della propria identità culturale. E’ importante, perciò, anche all’interno della scuola proporre al bambino gli strumenti e le conoscenze per comprendere eventi e festività proprie della religione cristiano-cattolica.

Sempre per quanto concerne l'ambito dell'identità personale e relazionale, la scuola intende educare il bambino all'autonomia e alla capacità di iniziativa, promuovendo attività in cui il bambino abbia modo di sviluppare e potenziare la propria identità.

E' opportuno a questo proposito creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle dinamiche sociali per stimolare la collaborazione, il confronto e il dialogo tra i bambini. In tal modo si può abituare il bambino a tener conto anche del punto di vista degli altri.

Altro aspetto importante è quello della comunicazione, in particolare il rispetto e la valorizzazione delle diverse forme dialettali, sia per le valenze di tipo culturale che affettivo.

In relazione allo sviluppo delle capacità comunicative, obiettivo della scuola è quello di portare alla scoperta delle regole e dei codici di ciascun linguaggio, sia di quelli verbali che non verbali, in modo da dare al bambino la possibilità di esprimere le proprie esperienze ed emozioni attraverso forme comunicative diverse, in modo creativo e personale.

Una specifica attenzione viene riservata dalla scuola al linguaggio visivo, audiovisivo e multimediale, poiché è importante operare in modo da rendere ciascun bambino fruitore attivo e non passivo, in particolare del mezzo televisivo.

A questo proposito si tratta di elaborare percorsi educativo-didattici per sviluppare un primo senso critico nei confronti di quanto proposto dalla televisione e dalle moderne forme della comunicazione. In tale intervento è opportuno favorire la collaborazione con le famiglie, proprio per condividere una linea educativa su tali questioni.

La scuola si propone inoltre di valorizzare il corpo come strumento di conoscenza, espressione, comunicazione e relazione con gli altri.

Si ritiene molto importante lavorare anche in rapporto con la scuola primaria in modo da costruire le condizioni affinché il processo educativo-didattico svolto alla scuola dell'infanzia trovi continuità nei processi e nelle strategie propri della scuola primaria.

Si vuole, infine, precisare che l'attenzione alle finalità educative sinora proposte non preclude ma intende favorire lo sviluppo armonico e integrale di tutti i fattori che costituiscono la personalità del bambino.

LA SCUOLA E LA COMUNITA'

Le finalità proposte all’interno del Progetto pedagogico possono essere perseguite anche attraverso il contributo proveniente dalle risorse culturali, sociali e ambientali presenti nella comunità di Predazzo.

In particolare per quanto concerne la conoscenza dell’ambiente, questa prende avvio dall’ambiente naturale (bosco, fiume, animali, piante…) con attenzione anche ai cambiamenti stagionali. Ciò può avvenire attraverso la collaborazione con gli operatori ambientali, le guardie forestali, gli esperti e le strutture del Parco naturale di Paneveggio, l’Associazione dei pescatori, il veterinario,….

Un’altra realtà significativa è rappresentata dal Circolo dei Pensionati per il loro coinvolgimento riguardo gli aspetti legati all’approfondimento dell’ambito della comunicazione, per esempio dialetto e valori culturali ad esso legati. Inoltre per il loro impegno in attività di solidarietà e di aiuto a soggetti meno fortunati che permette di sottolineare con i bambini elementi quali la collaborazione e l’impegno per la realizzazione di progetti comuni.

Attraverso l’attività di conoscenza dell’ambiente nei suoi vari aspetti si consente al bambino di maturare un atteggiamento di rispetto nei confronti dello stesso ambiente, anche favorendo l’incontro con realtà che tra le loro finalità si propongono questo, il riferimento va alla Polizia municipale, ai Vigili del Fuoco, alla Guardia di Finanza.

Tali Istituzioni rappresentano una risorsa per l’attività educativa e didattica della scuola che permette di evidenziare aspetti quali la collaborazione, la disponibilità in attività di interesse sociale e per l’impegno a garantire la sicurezza e il rispetto delle regole di convivenza nel contesto ambientale.

Per quanto riguarda poi lo sviluppo delle capacità comunicative attraverso tutti i linguaggi, verbali e non verbali, le risorse possono essere rappresentate in particolare dalla Biblioteca comunale e dalla Filodrammatica di Predazzo.

IL PUNTO DI VISTA DEGLI ORIENTAMENTI

Le riflessioni contenute all'interno del presente Progetto pedagogico vanno lette anche alla luce di quanto contenuto all'interno degli Orientamenti Provinciali dell'attività educativa della Scuola dell'Infanzia, che sono il testo normativo di riferimento per la progettazione pedagogica della scuola dell'infanzia in Trentino. Questo documento individua tre ambiti educativo-didattici che rappresentano tre diversi punti di vista sull'esperienza del bambino e che consentono di facilitare l'organizzazione dell'insegnamento inteso in senso unitario.

Essi sono:

Ambito della comunicazione

Esso comprende l'educazione ai linguaggi:

  • verbali (usare la lingua secondo tutte le sue funzioni, acquisire in particolare le abilità di ascoltare e parlare correttamente, ...);
  • del suono e della musica (saper distinguere i rumori e i suoni, la loro intensità e durata, i ritmi e le melodie, ...)
  • del corpo (imparare i linguaggi del corpo, i gesti. il mimo, la danza, ...);
  • visivi, grafico-pittorico-plastici (imparare ad osservare la realtà e a rappresentarla in varie forme, ...).

La finalità principale di questo ambito è quella di condurre il bambino a conoscere e usare i linguaggi come strumenti e come codici.

Ambito dell'azione e della conoscenza

Esso si articola in:

  • il corpo: movimento e conoscenza (prendere coscienza del proprio corpo anche in relazione alla presenza di altre persone);
  • l'intervento sul reale: manipolazione e progettazione (acquisire competenze relativamente alla possibilità di comporre/scomporre, aggiungere/togliere, modellare, trasformare, ma anche di osservare, ipotizzare, supporre, immaginare la realtà);
  • il pensiero e la realtà: strutturazione e organizzazione (acquisire capacità di ordine logico e matematico, spaziale e temporale, causale).

La finalità principale è quella di sollecitare nel bambino tutte quelle operazioni volte a capire il mondo per intervenire su di esso e per organizzare e modificare la realtà.

Ambito dell'identità personale e relazionale

Esso comprende:

  • l'identità personale (acquisire autonomia, consapevolezza e stima di sé, esprimere emozioni, rappresentare le esperienze emotive);
  • l'identità sociale (comprendere la funzione delle regole, darsi delle regole, adottare delle regole);
  • l'identità morale (acquisire e sviluppare forme di giudizio, assumersi delle responsabilità, adottare criteri di comportamento);
  • l'identità religiosa (imparare a riconoscere e ad attribuire un significato ultimo alle cose ed alle persone, apprezzare il valore della vita, distinguere ed accogliere le diversità).

La finalità principale è quella di promuovere nel bambino il conferimento di un senso alla realtà e all'esperienza.